giovedì 30 aprile 2009

Mariano Sabatini, Ci metto la firma

Ha rincorso in tutta Italia gli scrittori per cercare di capire i percorsi della loro professione, i trucchi insospettabili e tutto ciò che rimane fuori da un libro. Ora ha fatto lo stesso con i giornalisti: firme e volti celebri, oppure silenziosi ma fondamentali, gavette mai raccontare, aneddoti che hanno contribuito a costruire una carriera, o che ne hanno cambiato il corso, i servizi che non dimenticheranno mai, i loro modelli e la loro formazione. Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi è il nuovo libro del critico televisivo Mariano Sabatini in libreria da oggi (Aliberti, pagg. 176, 18 euro). Sessanta interviste con domande che si ripetono, si incrociano, si ripropongono per ottenere risposte sempre diverse.

Chi erano questi giornalisti prima di diventare famosi e che gavetta hanno fatto?
Te ne posso dire alcuni, sono sessanta grandi nomi del giornalismo italiano e non solo. Come Vittorio Feltri, Fabio Caressa, Sandro Piccinini, Maria Giovanna Maglie, Pietro Calabrese, Antonello Piroso, Marcelle Padovani, Mario Giordano, Maria Concetta Mattei, Gigi Vesigna... Maria Cuffaro del Tg3 faceva l'insegnante d'inglese e sognava di diventare pittrice, un suo allievo le procurò un colloquio al Manifesto. Si travestì persino da prostituta e da zingara pur di realizzare servizi originali. Daniele Mastrogiacomo di Repubblica, al centro delle cronache planetarie per il rapimento in Afghanistan, cominciò dalle pagine pubblicitarie. Il gossipologo Alfonso Signorini insegnava latino e greco. Il conduttore di Terra su Canale 5, Toni Capuozzo, scriveva pezzi per il Tuttocittà. Maurizio Mannoni ha iniziato a lavorare negli scantinati di una tivù localissima di Roma, usciva con la troupe, con la consegna di non tornare se non con il materiale per tre o quattro servizi. Le curiosità che il libro rivela sono centinaia e chi sogna questo mestiere troverà un’infinità di dritte, consigli, esempi per mettersi sulla giusta lunghezza d’onda per debuttare in questa professione.

Con quale criterio hai scelto i sessanta professionisti del libro?
Semplice, ho scartato i colleghi troppo “bolliti”. I televisivi sovraesposti Vespa, Costanzo, Mentana… A Santoro, tanto per dire, ho preferito Sandro Ruotolo, a Milena Gabanelli, il suo collaboratore storico Bernardo Iovene. Ho voluto fortemente il racconto di Pino Maniaci, valoroso editore e direttore di TeleJato, l’emittente siciliana che denuncia coraggiosamente le malversazioni mafiose. Pare che non sia iscritto all’Ordine, e per questo è scoppiata un’insulsa polemica. Certo è più giornalista lui di tanti giornalisti-impiegati che vivono in letargo al calduccio delle redazioni.

Dopo gli scrittori dei due Trucchi d’autore e i giornalisti di quest’ultimo libro, quale categoria ti piacerebbe intervistare? E per chiedere cosa?
Mi frulla per la testa un’idea di altro tipo, chissà se riuscirà a sopravvivere e a farsi strada fino ad arrivare ai lettori. C’è poi sempre l’ipotesi di un “Trucchi di cant’autore”, sul lavoro di gente come Daniele Silvestri, Samuele Bersani, Claudio Baglioni, Antonello Venditti.

martedì 28 aprile 2009

Tre domande a Alessandro Di Pietro


Sessanta conigli che si ripetono e che non sono mai uguali, grazie a un lavoro modulare e smembrabile che ricalca un concetto di fondo: la ripetizione di un sé simile nella genesi e diverso nel risultato. E' l'installazione realizzata dall'artista comasco Alessandro Di Pietro, che sarà in mostra, assieme ad altre sue opere, fino al 16 maggio allo Spazio Laboratorio La Cornice di Cantù, con il titolo Rosso dentro rosso fuori.

Come nasce questa installazione?
Sono figure di conigli realizzate con fogli di acetato su cui spalmo uno strato di bianco, poi strappo e passo uno strato di colore sulle venature. In questo modo il risultato è sempre diverso, non c'è mai un pezzo identico all'altro. Le venature rosse evocano l'apparato circolatorio come un flusso, come un reticolato che crea la forma. E' un work in progress del quale ognuno si porta a casa un pezzo, e io vorrei sapere dove va ogni parte di questa opera, in modo da crearmi un reticolato mentale fatto di punti che corrispondono alla dislocazione fisica di ogni figura di questo lavoro. Così il filo rosso delle vene diventa simbolo del filo rosso che unisce i pezzi quando prendono la loro strada. Unisce persone che inconsapevolmente hanno fatto una stessa scelta. Diventa il simbolo dei rapporti sociali che ci legano, e alla fine mostra come la trama interna di cui siamo fatti, si replichi anche all'esterno.
Perché il concetto di circuito è così centrale nella tua comunicazione?
Tutto sta all'interno di un circuito, e tutto ne ha uno all'interno. Abbiamo la consapevolezza di essere individui indipendenti, ma allo stesso tempo strettamente collegati ad altri individui. Questa riflessione è fondamentale nel mio lavoro, e assolutamente centrale in questa mostra. Il piccolo compone il grande, il grande racchiude il piccolo replicato: ecco la ripetitività e la modularità, concetti-base.
Il procedere per stratificazioni, oltre che una tecnica è anche una metafora?
E' un tema molto analitico, che sento profondamente in questo momento. Non so se rimarrà anche in futuro, ma ora ho molto presente questa immagine: stratificazione e reticolato. Forma e contenuto coincidono. C'è l'oggettività del procedimento ripetitivo, con un risultato sempre diverso, a volte evidente a volte per sfumature: come siamo noi.



lunedì 27 aprile 2009

Luca Poldelmengo, Odia il prossimo tuo

Un intreccio di storie che partono da lontanissimo e si scontrano per motivi assurdi ma incredibilmente vicini a quanto potrebbe accadere nella realtà, una scrittura veloce e coinvolgente. Odia il prossimo tuo, esordio narrativo di Luca Poldelmengo (Kowalski, 186 pagg., 12 euro), è il libro che in queste ultime settimane ho letto con più piacere, senza mai perdere il passo veloce che parte fin dalle prime pagine. Personaggi che formano uno spettro sociale dal ritmo sincopatico, che si muovono con rabbia, violenza, improvvisazione, delusione, opportunismo tra le periferie e il centro di una città, di una storia, di una loro dimensione di vita. Personaggi alchemici, la cui commistione porta a conseguenze che sono l'anima del romanzo.

Scrittura fluida, storie apparentemente distanti che si intrecciano, pennellate di surreale. Quanto la tua formazione di sceneggiatore deve al tuo stile di scrittore?
Provo a ribaltare la domanda, è il mio stile di scrittore che deve, nel bene e nel male, tutto alla mia formazione da sceneggiatore e in parte a quella - più accademica che pratica - da regista. Odia il prossimo tuo non solo è il mio primo romanzo, ma è in assoluto il mio primo tentativo di esprimermi attraverso la narrativa. Prima non avevo mai tentato questa via neanche attraverso formati dal respiro più limitato come ad esempio un racconto. Per questo credo che il mio "stile" letterario sia ancora da definire, da smussare, forse persino da capire. Un discorso più completo si potrebbe fare sulla poetica, sul tipo di storie che amo raccontare, indipendentemente dallo strumento-linguaggio che uso per farlo.

E' azzardato un paragone tra il tuo libro e la teoria dei Sei gradi di separazione, o il film di Schepisi?
Non ho visto il film ma conosco la teoria, intrigante. Detto ciò non mi è mai passata per la testa mentre scrivevo il romanzo. Credo che il motivo sia che se pure configurando orizzonti simili la teoria e il romanzo partano da due presupposti antitetici: la teoria spiega scientificamente come in realtà il mondo non sia poi così grande, ed infatti è detta anche del piccolo mondo. Il concetto del libro potrebbe essere così sintetizzato: per quanto il mondo sia grande e per quanto delle vite siano diverse tra loro il destino - elemento molto poco scientifico -, è in grado di farle incontrare. Il loro incontro, come quello dell’aria col fosforo, porterà ad una folgorante combustione. Che sia per questo che erano state posizionate così distanti?

Quali personaggi ti sei più divertito a costruire e avvicinare tra loro?
Ci sono alcuni accostamenti nel romanzo studiati a tavolino per dare il massimo della tensione drammaturgica, ma anche per racchiudervi all'interno un arco sociale e storico significativo. E' il caso di Flavio e Cristiano. Un ex brigatista esce dal carcere, desidera rincontrare il figlio che era stato costretto a dare in adozione 25 anni prima. Quale figlio sarebbe più interessante, per lui e per la storia, fargli ritrovare? Un rampollo della Roma bene, nichilista ed egocentrico, che getta un sasso dal cavalcavia solo per gioco senza preoccuparsi delle conseguenze! Mi è sembrata la risposta che desse le maggiori possibilità di indagine sul personaggio e di dramma (nel senso etimologico del termine) alla mia storia. Altri personaggi nascono invece più di pancia, come Armando Peducelli detto Sella: stalliere rozzo e con problemi legati alla sfera sessuale, ma un dio al tavolo verde. Mi ero decisamente stancato dello stereotipo del grande giocatore di poker che è, quasi sempre, di bella presenza e comunque di buone maniere. Ho usato volutamente due esempi agli antipodi per dare l’idea di come ci siano molti modi-necessità da cui può prendere vita un personaggio.


domenica 26 aprile 2009

Il perché del taccuino



Contaminazioni di calligrafie, incroci di scritture, ordine e disordine, reminescenza con il suo catapultarsi all'indietro in un momento, un periodo, una sensazione. Una frase, un numero di telefono, un appuntamento, nomi nomi nomi, un appunto, un'idea che magari non prenderà mai forma ed esisterà solo in quel momento. Il titolo di un libro, una musica che si vuole riascoltare, un bel momento, un paesaggio visto o sognato. Le cose da fare che si dimenticano.
I libri letti, i concerti, gli appuntamenti vissuti e quelli saltati, oggi ci siamo visti o non ci siamo visti, i ristoranti e i giorni, i posti da visitare, gli acquisti, le mostre, le liste. I pensieri messi lì per paura che scappino. Le frasi belle, i ritagli di giornale.
Le cose importanti e quelle dimenticate. Anni di una professione in migliaia di appunti, la vita di centinaia di persone in decine di taccuini.
Regalati, donati, ricevuti, acquistati, ritrovati. Quelli persi, con dispiacere e sgomento. Taccuini bellissimi, banali, discreti, comodi e scomodi, lunghi da terminare, righe o quadretti, tutto bianco. Taccuini troppo preziosi per scriverci, per contaminarli, per consumarli. I piccolissimi, quelli famosi, quelli artigianali, quelli delle serie speciali, i casuali, quelli troppo cari che alla fine compri lo stesso, quelli doppi e i tuoi preferiti, i Moleskine di tutti i colori.

Ecco i perché di una mania.

Classicissimi: Moleskine
Semplici e comodi: Legami
Divertenti: Lem Art
Di carta ecologica: Alfabet
Ricercati: Rossi 1931
Lavorati a mano: Arcadia
Con elastico: Ciak
Colorati: Campo Marzio
Con spunti dall'arte: Kaos

In viaggio col taccuino, il blog


sabato 25 aprile 2009

SottoSale

Sale come elemento naturale fondamentale per l’esistenza di tutti gli esseri viventi, come merce di scambio e causa di numerose guerre, come simbolo di purezza e verità in alcune culture, come elemento generatore o distruttore in altre. Il cosiddetto oro bianco, a partire dalla necessità di nutrirsi, permea vari ambiti della vita dell’uomo, qui interpretati, nell’occasione della mostra Sale Q.B. Ad ognuno il proprio granello, da sette prodotti e una video proiezione.
Il gesto di salare “quanto basta” un piatto, nella giusta quantità e in base alla propria esperienza e cultura, diventa un pretesto progettuale per il quale aggiungere il proprio granello di sale, come dice il vecchio detto francese «Mêttre son grain de sel», significa dare il proprio contributo sfiorando la vetta della massima creatività.
Nella cornice del FuoriSalone 2009 di Milano, “Sale Q.B.”, firmato dal collettivo AnacletoLab, non è un semplice allestimento di prodotti, ma un viaggio culturale alla scoperta di due mondi, quello del sale e quello del design.


Perché parlo di questa mostra e di questi progetti, che rimarranno allestiti fino a lunedì 27 aprile? Per semplice protagonismo.
SottoSale, il libro - realizzato da Marta Carboni, Sabina Piediferro e Ambra Zeni - per ora è un'opera a tiratura limitata, 50 copie numerate di cui una esposta in mostra. Poi chissà, magari lo troveremo in libreria tra non molto... A tutti, me compresa, è stata fatta la stessa domanda: Cosa metteremmo sotto sale? Cosa vorremmo salvaguardare dal trascorrere del tempo? Cosa vorremmo preservare per i così detti “tempi migliori”?
La mia risposta: il taccuino.


venerdì 24 aprile 2009

Passione, erotismo, pornografia: linee di confine 10

Con questo si chiude: dieci post, 41 interventi di scrittori, giornalisti, artisti, blogger, editor. Un tema comune e considerazioni che hanno fatto pensare. Definizioni essenziali e capaci di entrare nel vivo con poche parole, racconti e lunghe dissertazioni. Lo stesso tema affrontato attraverso parole, stili, punti di vista diversi. Il tentativo di disegnare o descrivere qualcosa di impalpabile: la sfumatura che segna il passaggio attraverso tre concetti chiari e distinti, ma separati da confini labilissimi.
In tutto questo le immagini dei grandi fotografi del Novecento, le bibliografie e l'arte. Le contaminazioni irrinunciabili di SenzaUnaDestinazione.
Presto tutto questo tornerà uguale in altri luoghi del web. Qui invece con altri spunti.

Oggi Biancaneve de Pompadour, Stefania Nardini, Remo Bassini.

Foto di Willy Ronis

Biancaneve de Pompadour, illustratrice e scrittrice, i suoi ultimi libri sono Hard Blog (Mondadori) e Water Sex (Mondadori).
La Passione è crudelmente romantica, si porta appresso un romanzo, una fantasia, un sogno oppure un delirio, qualcosa di infrenabile di esaltato, di doloroso e stupendo, una pazzia delirante che coinvolge la testa il cuore e il sesso fino a poterne morire e a poter uccidere, anche solo per un sussurro di labbra...
L'Erotismo è un richiamo intelligente, un dichiarare lucido che si desidera amare, che si desidera scambiare il gioco del sesso, con gli occhi, con le mani, con le parole, con il silenzio o con l'odio. Un gioco quasi crudele che porta all'esasperazione del desiderio, all'ansimo greve che rende ciechi e mai posseduti, un lampo che increspa un cielo nero e tuona, una mano che freme, due occhi che aspettano quella bocca umida che mai, però, si offrirà...
La Pornografia è la parte carnale del sesso crudo, la sconcezza che ammicca, le mani veloci sulla carne, le carezze che palpano come carne da macello, occhi pieni di volgarità, egoismo, voglia di sentirsi liberati, solitudine da sé, abbandono totale, la massima manifestazione della volgarità e della pochezza umana.


Stefania Nardini, giornalista e scrittrice, il suo ultimo romanzo è Gli scheletri di via Duomo (Tullio Pironti editore).
La passione è fondamentale, l'erotismo è la passione resa arte, la pornografia è come dire vado al discount e compro un carrello di offerte speciali di precotti. E siccome anche il cibo è bellezza meglio un risotto alle ostriche tirato lentamente con champagne. Volete mettere!

Remo Bassini, giornalista e scrittore, il suo ultimo romanzo è La donna che parlava con i morti (Newton & Compton)
A me piace il senso del proibito e, anche, il proibito. La pornografia mi annoia, il proibito no. E il proibito (come spiegava B. Russell) ce l'abbiamo ancora, almeno un po', nel dna.
E' figlio di quando gli uomini vivevano nudi. L'eccitamento più grande era quello di accoppiarsi con la moglie di un altro uomo mentre quest'ultimo dormiva. Godere in silenzio, con la tensione d'essere scoperti. Insomma, la pornografia mi annoia e, forse, la evito, perché son figlio di quell'Italia bacchettona che aveva pudore anche a parlare di sesso.
Non vedo invece confine tra eros e passione. Si compenetrano, ma è una questione anche psicologica e culturale. L'erotismo indotto dalla passione a mio avviso non deve e non ha freni inibitori. E' concesso tutto. L'erotismo indotto dal gruppo - condizionato cioé da internet, televisione e pornografia, soprattutto quella pornografia figlia del consumismo - può dare l'impressione di essere senza inibizioni e libero, ma in realtà è una farsa.
Anni fa mi colpì un pezzo di Gramellini, sulla Stampa. Una statistica metteva in risalto che la maggior parte delle donne italiane avevano due (dico due) rapporti sessuali al mese; e che per molte di loro erano insoddisfacenti. Un'analoga statistica diceva che in India, invece, le donne avevano una vita sessuale più intensa e soddisfacente. Per forza, concludeva Gramellini, lì ancora non sono arrivate le "cose pornografiche" della rete.



Porno, minibibliografia per capire


"La pornografia ha alterato le dinamiche psicologiche, affettive e comportamentali all'interno del matrimonio e della famiglia, e ha modificato la concezione che i più giovani hanno della sessualità". Partendo da questa premessa Pamela Paul in Pornopotere. Come l'industria porno sta trasformando la nostra vita (Orme Editori, pagg. 367, 18 euro) indaga, attraverso centinaia di interviste e ricerche mirate - anche tra 500 ragazzi italiani - i età compresa tra i 14 e i 16 anni - come la vita di milioni persone di ogni età, è condizionata dalla presenza dell'industria del sesso. Ricerche che parlano di tradimenti virtuali consumati in siti internet consumo di filmografia e di altro materiale, già a partire dall'adolescenza. Analisi dei punti di vista maschili e femminili, delle motivazioni alla frequentazione di questo settore, di come il porno influenza le relazioni. Un'indagine che parte da dati inequivocabili: i numeri.

"Tutti la consumano, nessuno sa cos'è": un altro presupposto per indagare una realtà dilagante, un settore economico da 993 milioni di euro all'anno solo in Italia, "primatista mondiale in tre categorie: frequenza alla messa domenicale, incremento demografico zero e consumo del porno". Così Pensare la pornografia di Ruwen Ogien (Isbn edizioni, pagg. 188, 14 euro), si lascia alle spalle tutti gli argomenti abitualmente usati a livello sociale, politico e religioso per lanciare verso questo settore condanne etico-sociali, che hanno il risultato primario di nasconderne l'effettivo impatto economico e sociale. Nella critica ad un facile moralismo dilagante, Ogien - utilizzando il pensiero logico e razionale - evidenzia quanto questo atteggiamento metta in pericolo lo stesso concetto di Stato laico.

Tra pubblico disvalore e generalizzato consumo privato, la pornografia si è ritagliata la sua appartenenza silenziosa ai più svariati contesti sociali, ma soprattutto al potere politico ed economico. Spaccati che emergono dagli otto saggi di Pornografia. Contro il potere della morte, volume a cura di Fabio Bazzani pubblicato nella Collana di Filosofia e Psicologia dell'Arte e della Letteratura di Clinamen Editrice (pagg. 231, 24 euro). "In quanto appartenente al potere, la pornografia ne ripete le strategie mortali, di scarnificazione delle esistenze e dei corpi. In quanto eccedente, è sintomo di crisi per ogni potere". Così la pornografia rappresenta simultaneamente l'espressione del potere e a sua fine.

mercoledì 22 aprile 2009

Passione, erotismo, pornografia: linee di confine 9

Penultima tornata di un dibattito alternato a bibliografie, mostre, libri che ha ruotato sempre attorno allo stesso tema: cercare di isolare o definire la linea di confine tra tre concetti forti eppure sfuggenti nella loro essenza: passione, erotismo e pornografia.
Oggi gli interventi di Elena Torresani, Antonio Paolacci, Barbara Baraldi, Umberto Torricelli, Gemma Gaetani.

Le foto di Monica Papagna
accompagnano il libro di Elena Torresani

Elena Torresani, scrittrice, il suo ultimo libro è L'inferno di Eros (Andrea Oppure Editore).
L’erotismo a mio avviso ha a che fare con la seduzione e il gioco: rimane ben al di là, ben oltre e molto prima di qualsiasi tipo di sesso e di appagamento.
La pornografia è solamente l’esplicitazione piatta e spesso fuorviante della nostra parte "copulante": la differenza con l’erotismo è piuttosto netta e non così sottile come spesso ci dicono.
La passione è un sentimento che può essere indipendente da e verso erotismo e passione: primo perché sussiste indipendentemente e secondo perché anche l’assenza di passione è, talvolta, profondamente erotica.

Antonio Paolacci, scrittore, il suo ultimo libro è Flemma (Perdisa editore)
La pornografia è per definizione qualcosa di esplicito, il che non vuol dire volgare o triste, non per forza. La famosa tristezza della pornografia è solo nell'inganno, o nell'autoinganno. Il mio confine tra erotismo e passione, poi, credo sia solo un gesto.


Barbara Baraldi, scrittrice, il suo ultimo libro è La casa di Amelia (Perdisa editore)
Erotismo, la carezza che accende la mente. Il sussurro di un bianconero, inebria i sensi e può accendere la passione. La passione, un fuoco che divora. La pornografia è spesso la morte dell’erotismo.

La passione è ciò di cui non posso fare a meno, una cosa che non deve mai mancare nella mia vita. Quando dipingo una figura femminile non posso fare a meno di provare passione per il corpo che sto disegnando, anche se è una passione 'di testa', che si risolve tutta davanti alla tela, ovviamente. Per distinguere tra erotismo e pornografia uso un criterio del tutto personale, che non ha nulla a che vedere con il centimetri quadrati di pelle mostrata o cose del genere: se quello che sto guardando dopo un po' mi annoia, allora è pornografia. Altrimenti si tratta di erotismo.


Gemma Gaetani, scrittrice, il suo ultimo libro è Colazione al Fiorucci store (Lain)
Per me non c'è confine tra passione, erotismo e pornografia. Mai. Se c'è amore non c'è più un confine. La passione diventa presto erotismo, poi l'erotismo sfocia nella pornografia, ovvero intimità assoluta tra due dove tutto è permesso. La differenza con la pornografia cinematografica, per quanto mi riguarda, è rappresentata soltanto dal fatto che non ci sono spettatori ad assistere. Tutto questo avviene, naturalmente, nelle questioni d'amore, che sono le uniche nelle quali quelle tre cose trapassano in una sola che le contiene tutt'e tre, e che è, appunto, l'amore. La tassonomia che le esamina separatamente, così come l'esperirle separatamente (faccio la pornostar di professione ma in realtà sono frigida, Giulio ed io abbiamo in comune tutto ma non l'intesa fisica, quella vado a soddisfarla altrove oppure opero una rinuncia, mia moglie ed io siamo sposati da una vita e l'erotismo tra di noi è scemato, ma ciò non toglie che io, e bla, e bla, e bla), non m'interessa. Mi fa, anzi, una certa pena. So che questo separare passione, erotismo e pornografia, nell'amore, esiste, lo so perché osservo il mondo, ma è qualcosa che non m'interessa.


Arte e erotismo, il libro

Questo libro è davvero bello. Non solo per il formato, le immagini, i contenuti. Per la completezza. Per le opere note e quelle inedite. E' bello per la scelta dei capitoli, per una suddivisione che racconta già una storia. Arte e erotismo (a cura di Stefano Zuffi, Electa, pagg. 303, 22 euro), come tutti i libri tematici ben fatti, riesce a dare una visione di insieme, strumenti per una conoscenza trasversale di una rappresentazione che parte dalle statuette di Dorset del V millennio a.C. e arriva fino a Max Ernst e Pablo Picasso, attraverso pagine invase da immagini di ogni dimensione, da sfogliare lentamente. I capitoli seguono la linea di una evoluzione raffigurativa che si muove parallelamente alla morale, al costume, alla società e ai limiti di una professione, ma allo stesso tempo raggruppano i soggetti più indagati: lo specchio, il bagno, il bacio, la bellezza.
In apertura, ovviamente, un'opera di Egon Schiele. 


martedì 21 aprile 2009

Passione, erotismo, pornografia: linee di confine 8

Due interventi articolati: Giancarlo Narciso e Massimo Mongai, per un dibattito quasi in dirittura d'arrivo.

Foto di Henry Cartier Bresson (1908 - 2004)

Giancarlo Narciso, scrittore, il suo ultimo libro è Un'ombra anche tu come me (Perdisa).
Allora, in my humble opinion, la passione è quella roba che sale dallo stomaco e ti travolge, è l'istinto, il risultato di milioni di anni di selezione naturale. Inutile definirla, quando la provi sai cos'è, quelli che non la provano non hanno trasmesso i loro geni e quindi si sono estinti a tempi dei pitecantropi non eretti.
Penso proprio che sia è presente in ogni specie, dai coccodrilli alle cinciallegre, non solo nell'uomo. Il corteggiamento, in quanto meccanismo che garantisce che solo i geni più adatti alla sopravvivenza vengano trasmessi e quindi meccanismo istintivo, rientra nella stessa categoria della passione, anche se, visti i modi diversi in cui si manifesta nelle diverse società, potrebbe essere a prima vista scambiato per un aspetto culturale.
L'erotismo invece appartiene alla sfera ludica, socioculturale; è il condimento, è una spezia come il cardamomo o la cannella, una serie di espedienti che rendono il sesso più saporito, più prolungato, più variegato, più piacevole. Quindi, ben venga. Fa bene alla salute, migliora i rapporti sociali e cementa i rapporti di coppia. Dipendesse da me ne renderei obbligatorio l'insegnamento nelle scuole. Non ho mai provato a vivere da barracuda o da bertuccia per cui non saprei dirti se esiste anche in specie animali meno evolute della nostra, ma ho forti dubbi.
La pornografia è un aspetto deviante e patologico della sessualità, per quanto ne so credo che definisca un interesse esasperato per la rappresentazione visuale o verbale del sesso, con una particolare accentuazione degli organi genitali maschili e/o femminili. Come tale dovrebbe essere parente più volgare e povera di contenuti del voyeurismo.

Massimo Mongai, scrittore, il suo ultimo libro è Tette e pistole. Le molte vite del commissario Cartamoni (Robin).
Dice: Il suo confine tra passione, erotismo e pornografia...
Dico: Eh, se sono tre non ci può essere un confine solo!
Dice: Ah, lei pensa?
Dico: Flaiano diceva (ma forse lo ha detto anche qualcun altro) che l’erotismo è la pornografia dei ricchi e viceversa la pornografia è l’erotismo dei poveri. Ma la passione? Non è cosa di tutti i passionali? Ricchi o poveri che siano?
Dice: Ah, ma davvero?
Dico: Ma la questione vera è un’altra, ossia cos’è che permette il sesso? Nel senso di farlo, materialmente, amore o passione e sesso puro e semplice? Non la disponibilità della donna (che può purtroppo essere violentata) ma sostanzialmente l’erezione: senza di lei (!) c’è solo il sesso lesbico, e per altro mi dicono che dildo a pioggia! Ma cos’è che causa l’erezione? Il desiderio. Quindi dato che non c’è vita su questo pianeta senza sesso (batteri a parte e piante comprese) e sesso vuol dire fallo (di una zanzara o di una balena) e coitum in vasum debitum , senza desiderio maschile non c’è vita. E cos’è che stimola il desiderio, e cioè l’erezione? Che si chiami pornografia, erotismo o passione, fa una qualche differenza? Che sia un professore universitario o uno spazzino, al dunque quel che conta è solo cos’è che a lui glielo fa diventare duro. Parlando in francese e sempre e solo fra adulti consenzienti, sia chiaro; ma senza mai dimenticare che la maggiore età sessuale in Italia, legalmente parlando, anche se può sembrare ridicolo, è 14 anni. Senza alcun riguardo, sempre legalmente, ad attività etero od omosessuale. Eh, lo so, è un casino ma così è. Ora, di quali confini parliamo? Di quelli legali o di quelli del desiderio maschile?


PornoBloc, il libro

Una Bucarest estiva, calda e caotica, un oscuro personaggio in balia dei propri vizi e delle proprie debolezze che dovrà partecipare a una "misteriosa conferenza". Affronta allucinati pellegrinaggi metropolitani nei quali incontra una ragazza, iniziando con lei un gioco di perversione e follia. E' PornoBloc, Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista, di Marco Belli e Lorenzo Mazzoni (La Carmelina edizioni, pagg.132, 12 euro), rispettivamente fotografo e scrittore. Il titolo trae parzialmente in inganno sui contenuti di un libro che solo marginalmente tocca gli aspetti più voyeristici del paese dell'Est, e lo ritrae piuttosto attraverso le belle immagini in bianco e nero dei bambini di strada, bloc di periferia, locali notturni e un’umanità in disfacimento, nei quali l’uomo muove i suoi incerti passi fino a un tragico e inevitabile finale. Fotografia e testo che si rincorrono formano uno strano e morboso rotocalco contemporaneo, su una realtà, quella della capitale romena, inedita e affascinante.



lunedì 20 aprile 2009

Passione, erotismo, pornografia: linee di confine 7

Gli interventi di oggi: Mariano Sabatini, Luca Poldelmengo, Akio, Onofrio Catacchio, Patrick Fogli, Silvia Levenson, Elisabetta Bucciarelli.

Foto di Richard Avedon (1923 - 2004)

Mariano Sabatini, giornalista, critico e autore televisivo. I suoi ultimi libri sono Trucchi d'autore e Altri trucchi d'autore (Nutrimenti). A fine aprile uscirà Ci metto la firma (Aliberti).
Bello sarebbe se tra passione, erotismo e pornografia non ci fossero, linee di confine... Il concetto di santa nella vita e puttana a letto non regge mica tanto per noi maschi, e tanto meno la situazione inversa. Tutto dovrebbe essere sapientemente mescolato, in un'alchimia astuta e coinvolgente.

Luca Poldelmengo, scrittore e sceneggiatore cinematografico, il suo ultimo film è Cemento armato, il suo ultimo libro Odia il prossimo tuo (Kowalski).
La passione è la fiamma che arde e scoppietta mentre illumina ciò che la circonda, l'erotismo è la scintilla in grado di accenderla. La pornografia è una lampada che cerca di riprodurre la stessa luce: ma non fa rumore e sopratutto non brucia.

Akio, blogger e critico televisivo.
Il postino (o piccolo post)
Caro Emilio Fede, è pura passione quella che nutri per Silvio Berlusconi. Te ne nutri al limite della pulsione erotica e la esponi al pubblico ludibrio dei tuoi detrattori che la considerano, parafrasando Mourinho, pornografia intellettuale. Ma è solo passione; pura passione.


Onofrio Catacchio, grafico e illustratore, autore delle copertine di Perdisa editore, i suoi ultimi fumetti sono Gaijin (Black Velvet) e Habemus Fantomas (Edizioni BD).
La passione c’entra sempre e a volte ti riguarda. L’erotismo si annida nei dettagli e si mimetizza nel quotidiano. La pornografia è ready-made del sesso. Il sesso/cesso rovesciato alla Duchamp. I confini sono labili e mutano in base a storie e geografie individuali. Ognuno ha la sua mappa.

Patrick Fogli, scrittore il suo ultimo libro è Il tempo infranto (Piemme). A maggio uscirà Vite spericolate (Edizioni Ambiente).
Passione è il sapore della tua bocca che mi serve per respirare.
Erotismo è il gesto, all'apparenza distratto, con cui ti sistemi il ciondolo fra i seni, slacciando appena l'ultimo bottone della camicia.
Pornografia è l'urlo soffocante con cui la mia pelle grida che vuole scopare la tua.

Silvia Levenson, artista.
Umh... il mio confine? Passione ed erotismo sono la base della vita in ogni campo. La pornografia stà all'erotismo come il Tavernello ad un buon Amarone. Poi credo che la pornografia sia piu legata ad un immaginario maschile, è troppo gridata e chiara. Preferisco letture e disegni erotici dove sono io che completo il quadro, diciamo.


Elisabetta Bucciarelli, scrittrice e sceneggiatrice, il suo ultimo libro è Femmina de luxe (Perdisa). A maggio uscirà Io ti perdono (Colorado Noir - Kowalski).
Cara Paola, so che non ti darò molta soddisfazione, non sono forte nelle definizioni. E poi, a pensarci bene, conosco solo due cose che si avvicinano a quello che mi chiedi, ma non sono la stessa cosa: il sesso e l’amore. Banale, certo, ma si può parlare di ciò che si conosce e fantasticare del resto. Ora se affrontiamo il porno a me viene da ridere. Non conosco i film hard e nemmeno i giornaletti. Sono per me un po’ come le canne. Mai fatta una. E me ne vanto. La mia fantasia va oltre e non ha bisogno (uso “bisogno” non a caso) di chiedere aiuto. Li vedo come una stampella. La bombola dell’ossigeno. L’erotismo poi, è una questione mentale, fantasie, desideri, tripli e carpiati. Se cerchi di spiegarlo si perde. Se provi a viverlo è già finito. Ma ci pensi all’attesa sfinente di un incontro? La baratteresti per un amplesso qualunque? Mai. E poi mai. L’attesa è la punta massimo di erotismo. Il non vissuto. Il mai consumato. Quanto alla passione esiste, certo, nei confronti degli umani ma anche delle cose. Cose concrete intendo, senza per questo trasformarsi in consumismo o spreco. E’ di questa che ti vorrei parlare, passione irrefrenabile per ciò che costruisce la nostra identità. Sai già che per me la scrittura è questo, e come tale concede massimo piacere ed estremo dolore. Brucia e si consuma nel tempo di una produzione, ma poi risorge. Così penso possa essere nelle vicende d’amore. Passione che si accende, si spegne, e poi si riaccende. Non penso che la passione finisca. Finisce la pornografia di due corpi. L’erotismo che si svela e non lascia nulla di immaginato. Ma la passione no. E’ un trasporto che si ha o non si ha. Genetico, mi viene da dire. Grazie all’intelletto (erotico) e al corpo (il sesso). Il sesso, ecco. Ha un senso parlare di questo. La fisicità, la carnalità, il corpo. Questo è il punto centrale. Per capirlo ci vuole una vita. Per saperlo vivere anche. Per non aver bisogno d’altro pure. Ti basta questo: un corpo complementare (o supplementare, va bene ugualmente). Il tuo. Se ti rendi conto di averlo e se permetti che intervenga nella tua vita. Senza stare semplicemente a guardare il tuo cervello che chiede, come un assetato, gli orpelli delle tue ( e sue) perversioni.


"Volare con autopilota"

Non ho resistito. Li leggo quasi tutti gli spamming di vendita on line di prodotti farmacologici vari perché, sarà anche colpa del traduttore simultaneo, ma hanno tutti quel senso del surreale che invoglia a non cestinarli prima di aver dato un'occhiata. 
Visto il tema che in questi giorni dilaga su SenzaUnaDestinazione, e visto che quello che segue è uno dei risultati a mio parere più demenziali per forma e contenuto, ho voluto condividerlo con tutti i lettori del blog.
Anche se, a dire la verità, mi sembra che questo annuncio stronchi sia la passione che l'erotismo, e persino la pornografia. 
 
Si puo ordinare nel regime di Online – la qualita del produttore – il 100% dell’azione utile.
Le opinioni dei nostri clienti:
- Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo. 
- La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota», rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola). Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna.
C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile. 

- confezione confidenziale 
- pagamento confidenziale
- non richiede la visita medica
- consultazione medica telefonica gratis
- non c’e bisogno di aspettare a lungo – la consegna nel corso di 2-3 giorni
- ordinazione comoda e confidenziale nel regime di online.
- Online -negozio di licenza 
- nessuna spesa nascosta

Ordini oggi e dimentichi delle sue delusioni, delle lunghe paure del rifiuto e le situazioni dolorose ripetibili.


domenica 19 aprile 2009

Passione, erotismo, pornografia: linee di confine 6

Nella progressione ormai quotidiana di SenzaUnaDestinazione sulle linee di confine tra passione, erotismo e pornografia, oggi intervengono Francesca Genti, Gianluca Morozzi, Marco Brenna, Nanni Delbecchi, Nina Il mio nome e Danilo Arona.

Foto di Bill Brandt (1904 - 1983)

Francesca Genti, poetessa, il suo ultimo libro è Poesie d'amore per ragazze kamikaze (Purple Press)
Per me la pornografia non ha a che fare in alcun modo con l'erotismo, anzi va decisamente verso thanatos. E' un affare di soldi, mercato e, in ultima battuta, morte, nel senso che si cerca di resuscitare un qualcosa di morto o di moribondo, è come fare una maldestra respirazione bocca a bocca alla passione.
L'erotismo è un anelito vitale, è espressione che si può incarnare in varie situazioni: dalla sessualità a un sentimento più ampio verso la Natura, l'erotismo è passione, vista quest'ultima come forza in continua trasformazione e a sua volta trasformante.

Gianluca Morozzi, scrittore, il suo ultimo libro è Colui che gli dei vogliono distruggere (Guanda)
La passione è come un bel romanzo: ti fa entrare in un universo parallelo, tagliando fuori tutto il resto.
L'erotismo è come la poesia: se è riuscita, ti fa intravedere squarci di quell'universo parallelo, facendoti desiderare intensamente di poterci entrare.
La pornografia è come un romanzo di bassa lega, che non solo ti spiattella in faccia tutti i contenuti dell'universo parallelo, ma ti fa fare anche un giro per le sue cantine.



Marco Brenna, artista
Con passione di Gesù si intendono la sofferenza di Gesù Cristo che hanno portato alla sua crocifissione, l'uso della parola passione sotto intende la radice etimologica dal verbo latino patior, "soffrire" , passione qualunque essa sia amorosa o ideale è sofferenza.
L’erotismo è il desiderio concepito come libido, un impulso fondamentale che muove l'essere umano verso la ricerca del piacere, qualunque forma di erotismo è ricerca.
La pornografia si caratterizza per la netta separazione fra la sessualità, esibita nella sua crudezza, e il sentimento amoroso, che ne è escluso, pornografia è lucro dell’istinto.

Nanni Delbecchi, giornalista
La passione mi sembra la malattia infantile dell'erotismo, mentre la pornografia ne è la malattia senile. Purché ci sia (l'erotismo, s'intende). Per oggi mi fermerei qui. Ma anche per domani. d'altronde, come saprai perfettamente, il sesso è muto.

Nina Ilmionome, protagonista del romanzo inedito di Leonardo Jattarelli
La passione è un sentimento, l'erotismo è un gesto, la pornografia è odore.


Danilo Arona, scrittore, il suo ultimo libro è Santanta (Perdisa)
La passione è indirizzata, monotematica, spesso rasenta l'ossessione. Può essere un dettaglio, da un sorriso a una caviglia, dai lombi salubri di Brass ai denti di Berenice. Come cantava Fabrizio, la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie. Per passione ho scritto, ho suonato, mi sono sposato. E per passione continuo a essere intellettualmente contrario all'istituto del matrinonio, per quanto mi ritrovi giuridicamente coniugato dal 1983. La passione è start, quando giri la chiavetta dell'accensione.
L'erotismo?... Già, l'erotismo è - dovrebbe essere - la dimensione vitale in cui immergersi ogni giorno. Sull'erotismo, fortemente condiviso, l'umanità dovrebbe investire molto di più. Sul gioco dell'ammiccamento, sul "famolo strano" e sul "niente sotto il vestito". L'erotismo è donna, ma non solo. E' intelligenza, strategia, politica... E anche erotismo visivo. Occorre spiare. O farsi spiare. Ultimi tanghi a Zagarolo e ultimi fanghi alle Terme di Sassocurvo. Se la gente vi si dedicasse più, nel mondo - in Italia - ci sarebbe qualche casino in meno.
La pornografia ha dei livelli d'intensità. La meno volgare è quella che lambisce e si diparte dall'erotismo... Ma è una dimensione subìta. Personalmente m'interessa poco. Eccetto rari casi, sul piano artistico è nulla. E sul piano personale ho appena dichiarato il mio amore per l'erotismo. Negli ultimi anni però si è fatta avanti una pornografia dell'immagine non erotica accompagnata da quella dei sentimenti... E' interessante sotto il profilo sociologico per gli effetti non certo positivi che ha in ricaduta sulla mente collettiva. Troppa gente confonde pornografia con erotismo... e i risultati finiscono in cronaca (nera).


Passione, erotismo, pornografia: le etimologie

Pablo Picasso, Il bacio (1925)
 
PASSIONE = lat. PASSIONEM, da participio passato di PAT, soffrire, patire. Sofferenza, pena, travaglio. Forte commozione dell'animo, che può essere anche non dolorosa. Per esempio: passione amorosa.
Passione indica un insieme di condizioni caratteristiche di un atteggiamento passivo dell'individuo, per opposizione agli stati di cui si è attivamente la causa. Da tale senso del termine è derivato un nuovo significato: quello di un'emozione più forte di noi, che in un certo senso si subisce. La passione amorosa è il paradosso che vede la ragione scontrarsi con il desiderio dell'altro, dove il bisogno della presenza è così forte da trasformarsi in assenza.

EROTICO = lat. EROTICUS, greco EROTIKOS. Desiderio appassionato, ed anche nome proprio del Dio dell'amore, onde ERAO = amo, specialmente di amore sensuale, con l'idea accessoria della tenerezza e della passione. Che appartiene all'amore, che ne rappresenta gli effetti, ne celebra le delizie.
Erotismo indica le varie forme di manifestazione del desiderio erotico che spinge o attrae verso qualcuno o qualcosa, e il tipo di relazione che si instaura tra soggetti che ne sono coinvolti.

PORNOGRAFIA (dal greco πορνογραφια, letteralmente "scrivere su" o "disegnare prostitute") è la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali - ossia, in altre parole: "Trattazione o rappresentazione esplicita, in scritti, disegni, film, fotografie, ecc., di soggetti di carattere erotico e ritenuti osceni".
Il termine ha iniziato ad essere impiegato con questo significato agli inizi del XIX secolo, per poi diffondersi nei decenni successivi.

"Pornografia non è altro che la verità" (Aldo Palazzeschi)


Passione, erotismo, pornografia: linee di confine 5

La domanda sempre uguale posta a scrittori, giornalisti, artisti, blogger di tutta Italia. Una riflessione sullo stesso tema che si ripete e scatena risposte sempre diverse, riflessioni istantanee o approfondite, commenti di chi legge.

Oggi Cristina Zagaria, in un racconto in cui vivono i tre stati, passione, erotismo, pornografia.

Foto di Tina Modotti (1896 - 1942)

Cristina Zagaria, giornalista e scrittrice, il suo ultimo libro è L'osso di Dio (Dario Flaccovio)

"Si chiude. Tra mezz’ora si chiude. Avviatevi all’uscita". Una voce maschile e una campana. Siamo arrivati tardi agli scavi di Pompei. Sono le sei e il parco sta già per chiudere. Io e Marco ci affrettiamo verso le Lupanare, siamo venuti per questo. Corro sulle pietre lisce, rischiando di cadere ad ogni passo. Marco lo conosco dagli anni del liceo. C’è sempre stata una sottile passione tra di noi, fatta di brividi, di sguardi, di sogni proibiti. Ma io al liceo ero fidanzatissima con Stefano e poi lui si è sposato. Una passione fuori tempo la nostra. Non abbiamo mai trovato l’accordo, anche se abbiamo continuato sempre a cercarci e a sentirci, con la scusa del Natale e dei compleanni.
Oggi è il primo giorno di primavera, a Napoli c’è la giornata in ricordo di tutte le vittime di mafia e noi siamo fuggiti dalla città, invasa da 150 mila persone, e siamo venuti a Pompei. Era tanto che volevo venire, l’ultima volta che sono stata agli scavi fu in quinta ginnasio, proprio con Marco e tutta la classe. E proprio qui, dietro l’autobus, prima di andare via, lui mi dette un bacio. Il nostro primo e unico bacio. Forse per questo oggi sono voluta venire qui. Forse questo lui ha accettato. Per il ricordo di una passione, che ha continuato a crescere dentro di noi da quel bacio, di nascosto, tra il fumo del bus e l’odore di patatine dei nostri zaini.
Io, dopo una serie di delusioni e tradimenti, sono sola da anni ormai. Niente uomini, basta. Marco da un anno si è separato da Caterina.
Arriviamo alle lupanare. Non c’è nessuno. Strano, alla chiusura, in genere, tutti i turisti convergono qui. Entriamo. Silenzio. Nelle piccole stanze con i letti di pietra fa freddo. Un freddo umido. Perché non c’è nessuno?
Marco mi prende il collo con una mano. Piano. Da dietro.
Brivido.
Scende. Entra sotto il mio maglione. Mi abbandono. E lo guardo, lo guardo fisso negli occhi. Mi bacia. Alzo lo sguardo e vedo un affresco: colori chiarissimi, marrone su marrone, una donna seduta a cavalcioni su un uomo steso su un divano pieno di cuscini. Lei ondeggia su di lui e gli tiene una mano sulla testa. Il sesso di lui è eretto, grande, teso. Sento Marco addosso. Sentiamo in lontananza la campana. Siamo uno dentro l’altra. Finalmente, la passione diventa eros e liberazione. Finalmente esplodo. E lui esplode. Vorrei gridare, ma so che non posso. Ingoio il mio grido.
Vedo un flash.
Mi abbaglia.
Riapro gli occhi.
È un turista giapponese, con la sua macchina e il cappellino di tela. Ride, ci saluta e scappa via. Guardo Marco. E lui guarda me. Sono seduta su di lui e gli tengo una mano sulla testa. Insieme alziamo lo sguardo sull’affresco sopra di noi e scoppiamo a ridere.
In quella fotografia non ci sarà mai la nostra passione, gli anni, il desiderio. In quella fotografia non ci sarà questo momento, ci saranno solo un uomo e una donna, esseri senza volto né tempo, come l’ affresco dai colori chiari sopra le nostre teste. Ma forse quella fotografia a Tokio o a Kobe, o chissà dove, farà incontrare due passioni e le trasformerà in eros. È un passaparola. È un segreto che si svela solo al momento giusto.
Arruffo i capelli di Marco. "Andiamo, è tardi", dico ridendo. Mi bacia. Arriviamo ai cancelli dell'uscita per ultimi, tutti sudati e il guardiano ci rimprovera, imprecando. Torniamo a Napoli, oggi è il 21 marzo, il primo giorno di primavera.


sabato 18 aprile 2009

Passione, una bibliografia

Saggistica pura, analisi dei sentimenti e dei comportamenti, vivisezione della genesi di uno slancio, di un'emozione. Amore viene chiamato, soprattutto nei titoli, ma la passione è l'ingrediente fondamentale, l'elemento della sua tenuta, la sua forza e la vera essenza.


Jacques Attali e Stéphanie Bonvicini, Amori, Fazi
Aude Lancelin e Marie Lemonnier, I filosofi e l'amore, Raffaello Cortina
Jacques-Alain Miller, Logiche delle vita amorosa, Astrolabio-Ubaldini
Umberto Galimberti, Le cose dell'amore, Feltrinelli
Paolo Cardoso, Paura di amare, paura di essere amati, Clinamen
Eugenio Borgna, Le intermittenze del cuore, Feltrinelli
Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Einaudi
Giacomo Dacquino, Che cos'è l'amore, Mondadori
Umberto Curi, Miti d'amore, Bompiani
Gabriele La Porta, A come Amore, Il Saggiatore


venerdì 17 aprile 2009

Passione, erotismo, pornografia: linee di confine 4

Prosegue la carrellata di interventi alla ricerca delle sfumature che distinguono le tre definizioni, e che segnano il passaggio da un concetto all'altro.
Oggi Filippo Borella, Nadiolinda, Alessandra Buccheri, Beppe Ceccato, Maxim Jakubowski


Foto di Robert Doisneau (1912 - 1994)

Il confine tra passione, erotismo e pornografia è soggettivo, le differenze sostanziali cambiano secondo come le vivi o le subisci.
Generalizzando, la passione è il vero amore che tutto regola, e può essere ricca anche di un sensuale erotismo. La pornografia è sesso esplicito predominante che si trasforma in atti fini a se stessi.

Nadiolinda, scrittrice, il suo ultimo libro è Se non ti piace dillo. Il sesso ai tempi dell'happy hour (Mondadori)
Direi che il confine tra l'erotismo e la passione è lo stesso che esiste tra se stessi e il mondo. Ovvero: non di può essere passionali se non si condivide la propria attitudine all'erotismo.
Per quanto riguarda la pornografia, è un mondo a parte. Ci rientrano la passione, l'erotismo e molto altro, con un range che spazia dal quasi ingenuo al reato penale.
La pornografia permea la nostra vita e c'è un'attitudine passionale ed erotica che ne fa una cifra fondamentale della sessualità personale e sociale. E poi c'è un'ipocrisia che spinge sempre più in là il confine tra l'eros senza freni e la pornografia più umiliante. Ma questa è un'altra storia.


Nella pornografia l'altro/a non è un fine, ma un mezzo, un oggetto attraverso cui raggiungere il piacere. Oggetto usato o esibito, o anche solo guardato, ma sempre oggetto.
Nell'erotismo l'altro/a è persona. L'erotismo privilegia l'aspetto più fisico, sia in maniera esplicita che in modo sussurrato. Un rapporto sessuale o un semplice sfioramento di pelle o di sguardi, con tutte le sfumature che ci sono nel mezzo e prima e dopo, nei quali l'attenzione è rivolta verso le emozioni trasmesse dal corpo.
La passione ha a che vedere con la fusione, il donarsi e l'appartenersi. Il coinvolgimento fisico va di pari passo con quello emotivo e mentale. L'intesa è totale, la comunicazione senza fraintendimenti. Nella passione l'altro è te e tu sei l'altro.
La passione scalda, l'erotismo brucia, la pornografia gela.

Beppe Ceccato, giornalista
In due righe raccontare millenni di passioni, slanci, amori, sesso, sensi, sensualità è un'impresa! Ci provo, cercando di non essere bacchettone. La passione è un fuoco che t'accende, una piccola diavolina che inizia ad ardere... L'erotismo può venire stimolato dalla passione, che non necessariamente è la passione per qualcun altro/altra, può essere fine a stesso... La pornografia è una delle espressioni, se vuoi la più estrema, della dell'erotismo con poca passione. Credo che PEP (passione, erotismo, pornografia) possano convivere come essere assolutamente sganciati uno dall'altro.


Maxim Jakubowski, scrittore, il suo ultimo libro pubblicato in Italia è Vita nel mondo delle donne (ES)
An impossible question, really.
And one i am often asked (especially about difference between eroticism and pornography).
There is an English expression (not sure if it can be translated) which says that it's in the eye of the beholder! And that defines my own attitude to eroticism and pornography!
As for passion, well, it's part of our human nature and I believe that one should put passion into whatever one writes, regardless of genre.
I hope that whenever I write in that perilous genre, readers think it's erotic rather than pornographic. Because I try and write about real people and emotions and the sexual hydraulics are not just there to provoke and titillate, but to illuminate the characters and make them more real. In one way, one might say that eroticism is pornography without the vulgarity, but I think it's still an insufficient definition.
For 15 years now, I have been editing an annual anthology that collects the best erotic stories of the year, so I have read literally thousands of stories and novels in the genre (at one stage, I even thought of writing a dictionary of erotic fiction...), and I have seen so many examples of good and bad erotic tales as well as pornography.
But, in a nutshell, I think, the key to me is emotions. An erotic story should be erotic because you understand (you love, even) the characters and when you read the descriptions of their bodies or lovemaking or perversions even you should be sympathetic and also aroused.
Ah, it's all very complicated, I know.