
Il romanzo storico spopola. Riceve attenzione da editori e lettori, viene richiesto agli autori. Se da un lato, infatti, una grossa parte dei romanzi pubblicati è il prodotto di proposte spontanee da parte degli autori, che alle spalle hanno una grosso radicamento in questo genere, dall'altro sempre più spesso i gruppi editoriali chiedono romanzi ambientati in epoche antiche, certi di contare su un pubblico che acquista e legge. Un fenomeno editoriale a tutti gli effetti, che sta replicando successi e meccanismi che qualche anno fa sono stati del giallo e del poliziesco.
Tra le scrittrici italiane che da sempre credono in questo genere, c'è Rita Charbonnier, recente autrice di La strana giornata di Alexandre Dumas (Piemme, 375 pagg, 18.50 euro), ma anche abilissima blogger di Nonsolomozart.
Da dove arriva lo spunto per questo ultimo romanzo?
"Da una figura realmente esistita, una donna. Ho messo al centro della storia un autore di romanzi storici, come lo sono io., che viene circuito da Maria Stella Chiappini, una cantante d'opera del 1800. Lo avvicina e gli parla di sé, della sua storia: gli dice che a 50 anni aveva scoperto di essere stata scambiata nella culla e di essere in realtà la figlia del re di Francia".
Qual è il confine tra romanzo storico e saggio?
"La linea è sottile e difficile. A volte non riconosco più il personaggio storico nel mio modo di interpretarlo, ma occorre portarlo alla vita per dargli la dimensione romanzesca, e si più fare solo rivivendo quell'epoca, approfondendone al conoscenza e calandosi in tutto ciò che la caratterizza".
C'è un passaggio particolarmente complesso o articolato in questo romanzo?
"Direi il rapporto della protagonista con la madre: è molto importante e conflittuale. Apre tutta la questione psicologica tra lei e una madre acquisita, con tutto ciò che comporta a livello emotivo, seppure in un'epoca in cui l'impatto con queste vicende umane era differente rispetto a oggi".




