sabato 19 settembre 2009

Fabio Viale



Forza... Italia!
Marmo bianco e marmi policromi, pigmenti
200x150x3 cm (2004)
Allarmi Art in progress
Como, 12-21 novembre 2004
Caserma De Cristoforis

"Il verde, il bianco e il rosso sono ricoperti di squame che, a uno sguardo ravvicinato, si presentano come una vera e propria texture mimetica militare. Il marmo immortala il disfacimento della bandiera e allo stesso tempo fa riferimento all'articolo 11 della Costituzione italiana, secondo cui l'Italia rifiuta la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli. Le piegoline che increspano la superficie stridono con la staticità del marmo, e ne celano la reale pesantezza".




mercoledì 16 settembre 2009

Michel Onfray


I suoi libri li avevo già notati. Gli giravo attorno da un po' sugli scaffali delle librerie, ma non sapevo se potevo fidarmi. La filosofia è tra le materie ricche di cialtronismo, e la distanza tra quello che promette la copertina e quello che mantiene la pagina, spesso è incolmabile. C'era questo titolo, L'arte di gioire, che mi attirava. Ma poi andavo oltre. L'altra sera l'ho sentito parlare ed è stata un'illuminazione. Ero stanca, avevo la mia porzione di zuppa di verdure nel piatto e non avevo voglia di troppo silenzio intorno. Ho acceso la tv, e lui era lì, su Sky, ospite di Protagoniste. Domande a raffica delle quattro conduttrici, risposte determinate, sensate, sintetiche ma ricche di quel vissuto che non ha perso tempo nel superfluo. Michel Onfray. Francese. Filosofo. Una distribuzione dei pesi tra ciò che subiamo e ciò che siamo convinti di aver subito, che merita un approfondimento. Una mappatura delle nostre percezioni/convinzioni che si ribalta attraverso sfumature apparentemente semplici. "Un adulto è qualcuno che perdona, è una persona che non ha rancore". Semplice, certo, un concetto acquisito e radicato. L'unico problema è farlo proprio.
Michel Onfray. Un senso della laicità lucido, elementare, attraente.
La sua produzione è sterminata, ma io oggi, nel fare incetta sugli scaffali, ho scelto "solo" quattro titoli: L'arte di gioire. Per un materialismo edonista (Fazi, 18.50 euro), La potenza di esistere (Ponte alle Grazie, 15 euro), Teoria del corpo amoroso (Fazi, 9.50 euro) e La politica del ribelle. Trattato di resistenza e insubordinazione (Fazi, 17.50).
Nella foto ne manca uno, La potenza di esistere: se lo è preso Paul dal sedile della mia auto, prima che facessi in tempo a portarlo a casa. Le raccomandazioni su come trattarlo lo hanno inseguito per metri mentre si allontanava.....


mercoledì 9 settembre 2009

Demenza, intelligenza, leggerezza

La demenza può essere un concetto molto radicato negli individui, ingrediente irrinunciabile di quel mix di intelligenza, sapere e leggerezza che è l'ambizione di noi tutti.
Non aggiungo altro.




domenica 6 settembre 2009

Libri-Libri, come ricami

La sintesi culturale tra il leggere e il fare arte sta nelle opere di Vito Capone, e nei libri che ho visto e filmato alla Biblioteca di Como. La breve introduzione spiega come il suo percorso di ricerca lo abbia portato a realizzare questi delicati manufatti con il materiale e l’immaginario del libro, del testo, del volume. In mostra sono presenti circa una ventina di opere realizzate negli anni Ottanta, esposte fino al 13 settembre. Nei suoi libri, o nei singoli fogli, la carta diventa scrittura, messaggio, struttura parlante, grafica, scultura. Oggetti da sfiorare con lo sguardo, così leggeri negli intagli e nelle lavorazioni da rendere impossibile sfogliarli, piegarli, viverli come un qualsiasi oggetto libro.



giovedì 3 settembre 2009

Scrivere zen


Natalie Goldberg lo ha pubblicato nel 1986, eppure i suoi vent'anni di letture e ripubblicazioni li porta egregiamente. Scrivere zen, continuamente ristampato da Ubaldini Editore (170 pagg., 12 euro), è ancora oggi uno dei migliori libri di approccio alla scrittura. Parlo di libro e non di manuale non a caso, perché si tratta di una lettura da cui emergono insegnamenti concreti, che sono però il risultato di un modo morbido di avvicinare le cose che ci circondano, e di guardarle da un punto di vista che abbiamo a portata di mano, ma che magari non riusciamo a cogliere senza un preciso stimolo. In questo periodo sono molto orientata verso il tema della scrittura più che della lettura, e da queste pagine sono usciti spunti notevoli. Scrivo ogni giorno, da anni. Centinaia di righe motivate o svogliate, schemi ricorrenti e contenuti precisi ma quasi privi di libertà stilistica. Quello che cerco nei libri di questi giorni è un altro tipo di scrittura, quella capace di farti confrontare le cose, ti tirarti fuori un pensiero che non sai mettere a fuoco, di farti stare bene. La scrittura come atto terapeutico la definisce Elisabetta Bucciarelli nel titolo di un saggio pubblicato da Calderini nel 1996, con un impianto che regge ancora oggi in molti suoi passaggi.
Ho preso nota degli esercizi che la Goldberg suggerisce, o che mi sono venuti in mente leggendo questo suo avvicinarsi con delicatezza alle cose che la circondano, per poi trovare la chiave con cui raccontarle.