giovedì 21 ottobre 2010

Cristina Cattaneo, Certezze provvisorie


L'indagine scientifica non porta alla soluzione di ogni mistero. In parte lo avevamo già capito, ma  quando il quadro astratto comincia a prendere confini più definiti, pregi e limiti dell'analisi di ogni prova con microscopio e reagenti, si delineano con maggiore chiarezza e concretezza. Certezze provvisorie, terzo libro scritto con fini divulgativi dall'anatomopatologa forense Cristina Cattaneo (Mondadori, 180 pagg., 17 euro), arriva a mettere ordine in questa percezione, spiegando come i limiti oggettivi di un settore che rimane fondamentale all'interno delle indagini giudiziarie, non ne determinano la svalutazione, ma piuttosto l'onestà. A questo si aggiunge lo stimolo costante ad andare sempre più avanti nella capacità di lettura di uno scheletro o di un ambiente naturale in cui si è consumato un delitto. Elemento fondamentale del Labanof di Milano - Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense - Cristina Cattaneo negli anni ha portato avanti uno dei progetti multidisciplinari più all'avanguardia in Italia nella ricerca scientifica applicata allo studio dei resti umani: qui ci si occupa di morti di difficile lettura, scheletri a cui si tenta di dare un'identità, reperti difficili da datare. La lettura di un dettaglio, come una invisibile frattura ossea o il doppio foro su un cranio, diventa fondamentale per stravolgere la ricostruzione di un delitto, rivelare le modalità che hanno portato alla morte di un ragazzo o di una donna. Non sempre però questo è possibile: a volte la percentuale di sostanza tossica presente nel midollo osseo di uno scheletro, non è sufficiente a stabilire se quell'avvelenamento possa essere stato causa del decesso, oppure il tentativo di stabilire la maggiore o minore età di chi ha commesso un grave crimine (il cui destino processuale cambierebbe in modo significativo), non arriva a dare risposte sicure attraverso la sola analisi delle ossa dei suoi polsi. 
Qui emerge il volto più umano di questa professione e delle storie che rivela e racconta, dove i limiti non sono sconfitte, ma stimoli a seguire altre strade di ricerca, e dove l'emotività e l'entusiasmo costituiscono un patrimonio fondamentale, messo a disposizione di un'intera collettività e di chi aspetta, anche per anni, delle risposte.


2 commenti:

giardigno65 ha detto...

la foto è già recensione

SenzaUnaDestinazione ha detto...

Abbiamo ripreso, smaltito anche il dopofestival...