sabato 3 gennaio 2009

Paolo Moretti, La cicogna che sconfisse l'aviaria

La storia dell'adozione di una bimba, che apre un mondo. Uno dei tanti mondi che vivono accanto a noi, che scorrono su binari paralleli e che si sfiorano di continuo, con il loro carico a volte così distante dal nostro quotidiano, eppure pieno di emozioni, di esperienze, di delusioni e di speranze continue. Questa è la storia dell'arrivo in Italia di una bimba deliziosa, Mehala (nome che in tamil significa grande felicità) che i genitori hanno potuto conoscere e stringere dopo due anni di attesa. Mesi in cui hanno dovuto fare i conti prima con le lungaggini di un paese, l'India, i cui tempi burocratici sono stravolgenti, e poi con un ulteriore disastro: lo tsunami. A raccontare questo viaggio in un mondo tanto complesso è Paolo Moretti, giornalista che ha debuttato nella narrativa con La cicogna che sconfisse l'aviaria (Infinito Edizioni, 96 pagg. 12 euro), un libro che sta a metà tra il raccontato e il documentaristico, rivolto e chi ha voglia di una bella storia, ma anche alle tante coppie che desiderano un bimbo e hanno scelto la difficile strada dell'adozione. Un volumetto che si legge in fretta, che lascia un sapore dolce tra le righe, e nella mente il suono della musica che scandisce le pagine. Un libro che piace al punto da essere già andato incontro alla sua prima ristampa.
Quando è come è nata l’idea o l’esigenza di raccontare in un libro la vostra storia dell’adozione di Mehala?
La Cicogna, in realtà, non nasce come un libro. Lo è diventato solo dopo. L'esigenza di raccontare la storia nostra e di Mehala è nata dal voler conservare, giorno dopo giorno, la miriade di emozioni che ti accompagnano nel percorso adottivo. Per non perdere per strada le sensazioni, i sapori, i sentimenti che a ogni passo provavamo. Un bisogno di ricordare, ma anche di lasciare una testimonianza di quelle emozioni a nostra figlia. Solo verso la fine, rileggendo quanto scritto, ci si è resi conto che avrebbe potuto diventare un libro.
Che cosa vorresti trasmettere in chi ti legge?
Fiducia e speranza in chi decide di intraprendere la via dell'adozione, emozioni a tutti. Inoltre ho la speranza che il libro contribuisca ad aumentare anche in chi non ha mai affrontato un percorso adottivo la conoscenza, per ora decisamente scarsa, di cosa davvero è l'adozione. E di quali bisogni, sogni, gioie e dolori vivono i bimbi adottivi.
Quali sono state le conseguenze più gratificanti che ti ha dato questo libro?
Ricevere mail di persone che non avevo mai conosciuto che mi testimoniavano le loro sensazioni nel leggere il libro. E' stato importante. E poi, ovviamente, la gioia di mia figlia quando parla del "libro della Cicogna", ovvero del suo libro.
Tu ora sei impegnato in un progetto per favorire il dialogo tra Italia e India nel campo della adozioni internazionali. Quali sono le difficoltà principali da abbattere?
L'Associazione Mehala, di cui faccio parte, ha tre obiettivi principali: quello di trovare una famiglia ai tanti bambini orfani, non solo indiani, quello di finanziare progetti che prevengano la piaga dell'abbandono e infine quello di informare e di aiutare le famiglie in Italia. Forse le difficoltà maggiori le incontriamo proprio su questo ultimo tema: siamo sempre portati a pensare che i problemi da affrontare siano altrove e di altri, e invece è proprio dietro la porta del vicino di casa che si nascondono i drammi. C'è una realtà, purtroppo nascosta, in cui famiglie intere soffrono, faticano. E in cui i bambini rischiano di vedersi negata la loro infanzia. I loro sogni.

Accompagnano la lettura, tra gli altri, Bruce Springsteen, Led Zeppelin, e Modena City Ramblers


2 commenti:

pmor ha detto...

grazie Popi ;)

Anonimo ha detto...

un libro che comprero' e faro' catalogare nella biblioteca di
Busto Arsizio ........ok!
- rita ghiringhelli-