mercoledì 16 settembre 2009

Michel Onfray


I suoi libri li avevo già notati. Gli giravo attorno da un po' sugli scaffali delle librerie, ma non sapevo se potevo fidarmi. La filosofia è tra le materie ricche di cialtronismo, e la distanza tra quello che promette la copertina e quello che mantiene la pagina, spesso è incolmabile. C'era questo titolo, L'arte di gioire, che mi attirava. Ma poi andavo oltre. L'altra sera l'ho sentito parlare ed è stata un'illuminazione. Ero stanca, avevo la mia porzione di zuppa di verdure nel piatto e non avevo voglia di troppo silenzio intorno. Ho acceso la tv, e lui era lì, su Sky, ospite di Protagoniste. Domande a raffica delle quattro conduttrici, risposte determinate, sensate, sintetiche ma ricche di quel vissuto che non ha perso tempo nel superfluo. Michel Onfray. Francese. Filosofo. Una distribuzione dei pesi tra ciò che subiamo e ciò che siamo convinti di aver subito, che merita un approfondimento. Una mappatura delle nostre percezioni/convinzioni che si ribalta attraverso sfumature apparentemente semplici. "Un adulto è qualcuno che perdona, è una persona che non ha rancore". Semplice, certo, un concetto acquisito e radicato. L'unico problema è farlo proprio.
Michel Onfray. Un senso della laicità lucido, elementare, attraente.
La sua produzione è sterminata, ma io oggi, nel fare incetta sugli scaffali, ho scelto "solo" quattro titoli: L'arte di gioire. Per un materialismo edonista (Fazi, 18.50 euro), La potenza di esistere (Ponte alle Grazie, 15 euro), Teoria del corpo amoroso (Fazi, 9.50 euro) e La politica del ribelle. Trattato di resistenza e insubordinazione (Fazi, 17.50).
Nella foto ne manca uno, La potenza di esistere: se lo è preso Paul dal sedile della mia auto, prima che facessi in tempo a portarlo a casa. Le raccomandazioni su come trattarlo lo hanno inseguito per metri mentre si allontanava.....


2 commenti:

Pol ha detto...

meraviglioso, Popi... non riuscivo a smettere di leggere, ieri sera

giuseppe sprovieri ha detto...

ARCHIVIO DELLA DISLOCAZIONE
L’archivio della dislocazione documenta il trasferimento continuo di sé.
Ad ognuno dei partecipanti al progetto è richiesto di realizzare fotografie di sé nel contesto di panorami più o meno noti, esibendo nella mano la cartolina del proprio luogo di provenienza.
ES PRODUZIONI 2009
http://dislocazione.altervista.org