domenica 6 dicembre 2009

Fred Vargas, Scorre la Senna

Sullo sfondo, Oratorio di Sant'Antonio da Padova, Piecastello di Colle Brianza (Lc), 1667.

Tre storie parigine di sottobosco umano, di carrelli della spesa trascinati giorno e notte lungo i marciapiedi, di panchine colonizzate da sarti costretti ai margini dalla crisi dei consumi. Tre delitti da risolvere, annunciati o intuiti, mascherati da suicidi o efferati e plateali. Si leggono in fretta e con piacere i racconti contenuti in Scorre la Senna di Fred Vargas (Einaudi, 95 pagg., 13 euro). Il protagonista è sempre Adamsberg, commissario che ha il privilegio di poter scegliere i casi sui cui indagare, e che usa solo l'intuito o l'empatia per arrivare alla soluzione. La sua Parigi è quella delle stazioni ferroviarie in cui vivono i senzatetto, delle strade notturne, dei ponti lungo la Senna, delle panchine nei giardini pubblici trasformate in dimore da chi trascina in una sacca tutto ciò che possiede. Sono gli interlocutori di Adamsberg, filosofi da strada, depositari ultimi del buon senso.
E' la lettura di una sera, anche se il prezzo di copertina non è dei più convenienti per il centinaio di pagine offerte e il passo non è quello del romanzo. Una versione ridotta, ma è sempre Fred Vargas.

2 commenti:

ohan ha detto...

Come sovente, meglio la minirecensione del libro. BravaPioppi, sì

Annalisa ha detto...

Il libro ancora non l'ho letto, ma tu sei sempre una certezza, Paola.